Negli ultimi tempi quando parlo con gli albergatori di visibilità sui sistemi di intelligenza artificiale, la domanda arriva quasi sempre molto presto: «Cosa dobbiamo comprare per esserci anche noi?». È comprensibile. Cambia il modo in cui le persone cercano informazioni, arrivano nuove proposte commerciali e nessuno vuole scoprire di essere rimasto indietro mentre gli altri hanno già trovato la soluzione.
Il problema è che partire dall’acquisto rischia di farci saltare il passaggio più importante: capire cosa serve davvero alla nostra struttura. Prima ancora di scegliere un software, dovremmo chiederci se il sito racconta bene l’hotel, se risponde alle domande degli ospiti e se abbiamo dati sufficienti per decidere dove investire.
Per questo voglio raccontare un lavoro fatto su un sito alberghiero, dedicando poche ore a interventi manuali e osservando i primi riscontri attraverso Analytics e Search Console. I risultati sono ancora piccoli: il traffico riconducibile alle fonti AI monitorate rappresenta meno dell’1% delle visite totali. Proprio questa dimensione, però, rende il caso interessante: ci permette di parlare di priorità e investimenti senza trasformare un primo segnale in una promessa commerciale.
Da dove siamo partiti
Il punto di partenza era una domanda molto pratica: il sito mette a disposizione informazioni sufficientemente chiare per capire che cosa offre l’hotel e a quali ospiti si rivolge?
Un albergatore conosce perfettamente la propria struttura e spesso dà per scontate informazioni che, per chi deve scegliere, sono decisive. Un servizio viene citato senza spiegarne le condizioni, una caratteristica importante rimane nascosta in fondo a una pagina, oppure i testi potrebbero appartenere indistintamente a decine di hotel.
Prima di cercare un modo per aumentare la visibilità sull’AI, abbiamo quindi riportato l’attenzione sul sito e sulla sua capacità di essere una fonte utile. La strategia comincia qui: sapere per quali esigenze vogliamo essere trovati e quali informazioni dobbiamo offrire per aiutare una persona a sceglierci.
Il lavoro sul sito, fatto a mano
Il lavoro ha riguardato cinque pagine del sito sulle quali siamo intervenuti per dare un’organizzazione più fluida al sito, rendere più chiare le informazioni rilevanti per l’utente e la spiegazione dei servizi (più concretezza e un po’ meno poesia), rispondere alle domande più frequenti per ogni potenziale cliente delle diverse aree della struttura (leisure e business in primis) e, infine, rivedere i collegamenti interni e le call to action a chiusura di ogni pagina.
Per rendere concreto il passaggio, prendiamo una porzione di testo della pagina piscina di questo hotel:
La piscina, il tuo angolo di relax in hotel
Tra una giornata al mare e una passeggiata in città, all’Hotel XXXXX puoi concederti una pausa nella piscina riservata agli ospiti dell’hotel. Uno spazio raccolto dove rinfrescarti, goderti il sole e ritrovare il piacere di un momento tutto per te.
I getti idromassaggio e la cascata d’acqua rendono ogni bagno un’occasione per rilassarti, mentre a bordo piscina ti aspetta un solarium attrezzato con lettini e ombrelloni. Puoi leggere qualche pagina del tuo libro, riposare all’ombra o prendere il sole, scegliendo come vivere la tua pausa durante la giornata.
Nel pomeriggio, il bar a bordo piscina accompagna i tuoi momenti di relax con cocktail, drink e piccoli snack. Per alternare la spiaggia alla tranquillità dell’hotel, riposarti dopo una giornata di visite o semplicemente goderti qualche ora all’aperto, qui trovi lo spazio giusto.
Così invece è come è diventato:

È qui che si vede la differenza tra aggiungere parole a una pagina e renderla più utile: l’ospite trova una risposta più precisa e l’hotel comunica meglio una caratteristica rilevante della propria offerta.
É proseguito il lavoro già attivo sull’area news del sito, inserendo informazioni utili su eventi, attrazioni e informazioni interessanti sulla destinazione che già venivano considerate in ottica motori di ricerca. Niente di nuovo.
L’investimento è stato di quattro ore di lavoro aggiuntive, concentrato su modifiche al sito e revisione dei testi. Un’attività circoscritta, con obiettivi verificabili, dalla quale iniziare a costruire una base più solida.
Questo approccio è coerente anche con le indicazioni di Google: per comparire nelle sue funzionalità AI continuano a essere rilevanti le buone pratiche della ricerca, senza requisiti tecnici aggiuntivi o ottimizzazioni speciali obbligatorie. Naturalmente, questo riguarda Google e non costituisce una garanzia di presenza su ogni piattaforma.
Cosa mostrano i primi dati
Dopo gli interventi abbiamo osservato il sito attraverso Analytics e Search Console, tenendo distinte le informazioni che i due strumenti ci permettono di leggere. Analytics aiuta a capire come arrivano le persone e cosa fanno sul sito; Search Console permette di analizzare la presenza nella ricerca Google. Leggerli insieme offre un quadro più completo, purché non si confondano metriche e provenienze. I dati si riferiscono al periodo 13 maggio (da quando Google mostra AI Assistant tra le sorgenti) al 6 ottobre 2026

Il primo dato da mettere in evidenza è la proporzione: meno dell’1% del totale delle visite proviene dalle fonti AI che abbiamo identificato e monitorato. È il perimetro della nostra osservazione, non una misura completa di tutte le occasioni in cui l’hotel potrebbe essere apparso in una risposta generata dall’intelligenza artificiale.

Questi numeri documentano una situazione iniziale e ci danno una base da seguire nel tempo. Da soli, però, non dimostrano che ogni visita sia stata generata dalle modifiche, né permettono di attribuire automaticamente agli interventi eventuali variazioni nella ricerca. Per farlo servono osservazioni più lunghe e confronti che tengano conto anche della stagionalità.
La lettura corretta è quindi prudente: abbiamo lavorato sul sito, rileviamo primi segnali e possiamo continuare a misurarli. Non abbiamo ancora elementi per parlare di un canale capace di cambiare i risultati commerciali dell’hotel.
Meno dell’1% merita attenzione. E proporzione.
Quel dato può sembrare deludente se ci aspettiamo che ogni novità tecnologica porti subito prenotazioni. Diventa utile, invece, se lo leggiamo per quello che è: un primo punto di osservazione.
Una percentuale piccola non rende il canale irrilevante. Potrebbero arrivare poche persone molto interessate, oppure visite che non producono alcuna richiesta. È ciò che dobbiamo verificare: quali pagine consultano, se proseguono verso il booking engine, se chiedono informazioni e, quando possiamo ricostruirlo, se prenotano.
Allo stesso tempo, un’incidenza inferiore all’1% deve aiutarci a mantenere proporzionati tempo, budget e aspettative. Se il sito ha informazioni incomplete o un percorso di prenotazione poco chiaro, quelle criticità riguardano già oggi una parte molto più ampia dei potenziali ospiti.
Lavorare sulle basi ha questo valore: migliora un patrimonio dell’hotel che serve a più canali e può continuare a essere utile mentre cambiano le modalità di ricerca.
Il canone mensile non chiude il problema
I software che monitorano la presenza nelle risposte AI possono avere una funzione utile. Il punto è capire quale problema risolvono, come raccolgono i dati e quali decisioni ci permettono di prendere.
Un report che segnala la presenza dell’hotel in alcune risposte può offrire indicazioni. Non equivale, però, a dimostrare che quelle risposte abbiano portato ospiti sul sito o generato prenotazioni. E se dal report emerge che mancano informazioni, qualcuno dovrà comunque scriverle, verificarle e pubblicarle.
Prima di sottoscrivere un servizio, chiederei quindi una cosa molto semplice: quale lavoro verrà fatto sul mio sito e come ne valuteremo l’utilità? La risposta dovrebbe andare oltre una dashboard da controllare ogni mese.
Il rischio è acquistare soprattutto una sensazione: «Adesso siamo a posto anche con l’AI». Una sensazione rassicurante, ma difficile da mettere a bilancio.
Da questo caso, una priorità concreta
Il valore di questo intervento sta nell’aver dedicato poche ore a costruire basi migliori, con primi risultati ancora contenuti e dichiarati come tali. È un punto di partenza dal quale osservare, correggere e decidere quanto investire.
Per un hotel, la strategia resta legata a domande molto concrete: chi vogliamo raggiungere, perché dovrebbe sceglierci, quali informazioni gli servono e come capiremo se il lavoro sta producendo richieste utili.
L’AI aggiunge nuovi luoghi in cui possiamo essere trovati. La responsabilità di spiegare bene chi siamo e cosa offriamo resta nostra.
Se vuoi capire da dove partire con il sito del tuo hotel, possiamo guardare insieme contenuti, dati e priorità. Prima di aggiungere un canone mensile, vale la pena capire quale lavoro serve davvero.
