Una comunicazione efficace non nasce quando arrivano i primi ombrelloni, ma nei mesi in cui sembrerebbe esserci meno da raccontare.
L’estate non comincia quando arriva il caldo
Per chi lavora nel turismo, novembre può sembrare un mese lontanissimo dall’estate. La stagione è finita da poco, molte strutture hanno appena chiuso o rallentato il ritmo e l’idea di ricominciare già a parlare di giugno, luglio e agosto potrebbe non essere così entusiasmante.
Eppure è proprio questo il momento in cui conviene iniziare a costruire la comunicazione della stagione successiva. Questo però non significa riempire Instagram di fotografie di spiagge a novembre o partire con una raffica di post “Estate 2027, arriviamo”. Significa utilizzare i mesi invernali per decidere cosa raccontare, con quali contenuti, con quale frequenza e soprattutto con quale obiettivo. Occorre fare strategia.
Perché una buona presenza sui social non si improvvisa quando l’hotel riapre, ma si progetta quando c’è ancora il tempo di farlo bene.
Prima dei post viene la strategia
Quando si parla di social media, il rischio è concentrarsi immediatamente sul calendario editoriale. Tre post alla settimana, qualche reel, le stories durante il weekend e il gioco sembra fatto.
In realtà, prima di decidere cosa pubblicare bisognerebbe capire che cosa vogliamo ottenere.
Per una struttura ricettiva gli obiettivi possono essere molto diversi. C’è chi deve aumentare la notorietà, chi vuole valorizzare un nuovo servizio, chi deve posizionarsi maggiormente sul segmento family, chi vuole aumentare le prenotazioni dirette e chi, semplicemente, ha bisogno di rendere più riconoscibile la propria identità rispetto a decine di hotel apparentemente simili. È da qui che parte il lavoro, i contenuti vengono dopo.
Se questa fase viene saltata, il risultato rischia di essere un profilo gradevole da guardare ma poco utile dal punto di vista commerciale. Tante belle fotografie, qualche tramonto, una camera ordinata e il proverbiale cappuccino con il cuore di schiuma. Tutto molto piacevole, ma la domanda rimane la stessa. Perché una persona dovrebbe scegliere proprio quella struttura?
Gli shooting di giugno si organizzano mesi prima
Uno degli errori più frequenti è accorgersi di non avere contenuti nel momento esatto in cui servirebbero.
A maggio si decide di iniziare con i reel, a giugno si scopre che mancano fotografie aggiornate della piscina, a luglio ci si rende conto che nessuno ha mai ripreso l’aperitivo in terrazza e ad agosto si cerca disperatamente qualcuno disponibile per uno shooting nel pieno della stagione.
Organizzare la produzione dei contenuti in anticipo permette invece di capire quali materiali esistono già, quali devono essere aggiornati e quali devono ancora essere realizzati.
Significa preparare una shot list ragionata, individuare i servizi da valorizzare, coinvolgere eventuali modelli, scegliere le giornate migliori e costruire fotografie e video pensando già al loro utilizzo.
Un reel non dovrebbe nascere perché “oggi ci serve un reel”, ma essere realizzato perché racconta qualcosa che abbiamo deciso di comunicare.
Non tutto deve vendere una camera
Preparare in anticipo la comunicazione permette anche di costruire un piano editoriale più vario.
Se ogni contenuto pubblicato da un hotel parla di camere, offerte e disponibilità, dopo qualche settimana il profilo inizia inevitabilmente ad assomigliare a una brochure digitale.
I social possono raccontare molto di più. Il territorio, le persone che lavorano nella struttura, l’esperienza che attende l’ospite, i servizi, le piccole abitudini quotidiane, le domande frequenti, i consigli utili, le novità e perfino alcuni retroscena possono diventare materiale editoriale.
Questo non significa pubblicare contenuti casuali per “fare engagement”. Significa costruire una narrazione che aiuti le persone a capire che tipo di esperienza troveranno.
E quando quella persona sarà pronta a prenotare, probabilmente avrà già iniziato a conoscerci.
Anche le campagne hanno bisogno di anticipo
Lo stesso ragionamento vale per le sponsorizzazioni. Accendere una campagna Meta il 10 agosto perché “sono rimaste quattro camere libere” può essere utile in alcune situazioni, ma non può diventare una strategia.
Una comunicazione efficace accompagna l’utente lungo tutto il percorso. Prima intercetta chi sta iniziando a pensare alle vacanze, poi rafforza la conoscenza della struttura, presenta offerte e servizi e, quando arriva il momento giusto, lavora sulla conversione.
Per farlo servono contenuti, pubblici, tracciamenti, creatività e un budget distribuito con criterio.
Tutte cose che diventano decisamente più semplici quando non vengono decise il giorno prima della partenza della campagna.
Gennaio non è giugno, ed è proprio questo il vantaggio
L’inverno permette di fare qualcosa che durante la stagione diventa molto più difficile. Fermarsi e ragionare.
Si possono analizzare i risultati dell’anno precedente, capire quali contenuti hanno funzionato, osservare quali campagne hanno generato richieste, individuare gli argomenti che hanno interessato maggiormente il pubblico e correggere quello che non ha dato i risultati sperati.
È anche il momento giusto per chiedersi se il tono di voce è ancora coerente, se l’immagine del profilo rispecchia davvero la struttura e se stiamo raccontando ciò che ci distingue oppure continuiamo a pubblicare quello che pubblicano tutti.
Quando la stagione entra nel vivo, il tempo per queste domande tende a sparire, e le scelte diventano molto più operative che strategiche.
L’obiettivo non è pubblicare di più, ma arrivare preparati
Preparare i social dell’estate in inverno non significa programmare a dicembre ogni singolo post fino a settembre. La comunicazione deve rimanere flessibile, soprattutto in un settore in cui offerte, eventi, meteo e disponibilità possono cambiare rapidamente.
Significa però arrivare alla stagione con una strategia già definita, contenuti adeguati e una direzione editoriale chiara, senza dover ricominciare ogni settimana da una pagina bianca.
È proprio da questa esigenza che nasce Social Boost, il percorso di Retorica pensato per le strutture che vogliono lavorare sui social in modo continuativo e strutturato. Non partiamo dal semplice “cosa pubblichiamo?”, ma dall’analisi della struttura, dagli obiettivi e da ciò che vale davvero la pena raccontare.
Poi costruiamo il piano editoriale, organizziamo la produzione dei contenuti, realizziamo shooting, reel e creatività e affianchiamo il lavoro organico con campagne sponsorizzate e analisi dei risultati.
Così, quando arriverà giugno, non dovremo chiederci ogni lunedì mattina “cosa pubblichiamo questa settimana?”, ma potremo concentrarci su una domanda molto più interessante: “cosa sta succedendo nella struttura e come possiamo trasformarlo in un contenuto che vale la pena vedere?”.
Se vuoi arrivare alla prossima stagione con una comunicazione già costruita, scopri Social Boost.
