Richiedi informazioni

I campi contrassegnati con * sono obbligatori

Sito protetto da Google reCAPTCHA.Privacy Policy Termini di servizio

06.10.2026

La risposta più semplice sarebbe “dipende”, ma sappiamo che è anche quella che fa fuggire chi sta cercando informazioni precise. 

La risposta un po’ più utile è che, per progettare un nuovo sito, serve tempo. Un nuovo sito web non è solo grafica, codice e qualche testo da inserire nelle pagine, ma è il risultato di una serie di decisioni che riguardano obiettivi, struttura, contenuti, esperienza dell’utente, identità visiva, tecnologia e, alla fine, anche tutti quei dettagli che ci si accorge di dover sistemare esattamente cinque minuti prima della pubblicazione.

Quindi sì, è possibile parlare di tempistiche, ma solo dopo aver capito che tipo di progetto abbiamo davanti.

Prima ancora del design, bisogna capire cosa deve fare il sito

Uno degli equivoci più frequenti è immaginare che il lavoro inizi quando qualcuno, che per comodità chiameremo “il web designer”, comincia a disegnare la homepage.

In realtà, prima di scegliere font, colori e dimensione dei pulsanti, bisogna capire che ruolo deve avere il sito all’interno dell’attività e quali obiettivi deve raggiungere.

Deve generare richieste di contatto? Portare prenotazioni? Vendere prodotti? Presentare servizi complessi? Rafforzare il posizionamento del brand? Aiutare l’utente a orientarsi tra molte offerte diverse?

Sono domande che sembrano teoriche, ma determinano praticamente tutto quello che viene dopo, dalla struttura delle pagine fino alle call to action.

Saltare questa fase può dare l’impressione di guadagnare tempo, ma spesso significa recuperarlo più avanti, quando ci si accorge che il sito è bello, ordinato… e perfettamente inutile!

 

Cinque pagine e cinquanta pagine non sono lo stesso progetto

Può sembrare una precisazione abbastanza ovvia, ma quando si parla di tempi è il primo elemento da considerare.

Un sito vetrina essenziale, con poche sezioni, contenuti già disponibili e funzionalità standard può essere realizzato nell’arco di alcune settimane, mentre un progetto più strutturato, con molte pagine, più lingue, aree riservate, sistemi di prenotazione, e-commerce o integrazioni particolari, può richiedere diversi mesi.

E non è soltanto perché ci sono “più pagine da fare”, ma perché più il progetto cresce, più aumentano le relazioni tra le varie parti. Bisogna verificare che la navigazione funzioni, che i contenuti siano coerenti, che i percorsi dell’utente abbiano senso, che il sito resti comprensibile anche su mobile e che ogni funzione faccia davvero quello che dovrebbe fare.

Aggiungere una sezione, insomma, raramente significa soltanto aggiungere una sezione.

 

I contenuti sono spesso il vero collo di bottiglia

In teoria, testi e immagini dovrebbero arrivare all’inizio del progetto. In pratica, spesso arrivano quando il progetto è già iniziato, magari in versioni diverse, dentro email diverse, con qualche foto “che forse c’è ma bisogna cercarla”. Ed è così che i tempi iniziano ad allungarsi.

Scrivere o riscrivere i testi, selezionare le immagini, recuperare informazioni tecniche, aggiornare servizi e decidere cosa tenere del vecchio sito richiede tempo, soprattutto quando sono coinvolte più persone e nessuno ha davvero l’ultima parola.

Per questo uno dei modi migliori per accelerare un progetto non è chiedere al reparto sviluppo di andare più veloce, ma arrivare con materiali, responsabilità e approvazioni il più possibile chiare.

Chi scrive? Chi controlla? Chi approva? Chi recupera le foto? Chi decide se quella pagina serve davvero?

Domande decisamente meno affascinanti della scelta della palette, ma molto più efficaci per rispettare una scadenza.

 

Poi arriva la grafica, che non serve soltanto a rendere tutto più bello

Quando struttura e contenuti sono definiti, si può iniziare a lavorare davvero sull’aspetto visivo.

E qui entrano in gioco colori, tipografia, immagini, gerarchie, spazi, pulsanti e tutti gli elementi che compongono l’interfaccia. L’obiettivo però non è semplicemente ottenere un sito gradevole.

Il design migliore è quello che aiuta l’utente a capire dove si trova, cosa offre l’azienda, quali informazioni sono importanti e quale azione dovrebbe compiere.

È anche per questo che la fase grafica comprende revisioni e confronti: cambiare un titolo, rivedere una sezione o migliorare una gerarchia è normale, mentre decidere di cambiare completamente struttura quando metà sito è già stato sviluppato tende ad avere qualche effetto collaterale sulle tempistiche.

 

Lo sviluppo è il momento in cui il progetto deve funzionare davvero

Quando il design viene approvato, il sito entra nella fase di sviluppo e tutto quello che fino a quel momento esisteva come progetto deve iniziare a comportarsi come un prodotto reale.

Le pagine devono adattarsi a desktop, tablet e smartphone, i moduli devono inviare correttamente i dati, i menù devono funzionare, le integrazioni devono comunicare con i sistemi esterni e le performance devono restare accettabili anche quando le immagini sono tante e la connessione non è quella dell’ufficio.

Lo sviluppo non è una fase puramente esecutiva, ma una parte del progetto in cui molte scelte vengono verificate nel mondo reale.

 

Prima di andare online, bisogna testare tutto

Anche se il sito sembra finito, ancora non lo è.

Prima della pubblicazione bisogna controllare link, form, pulsanti, testi, immagini, responsive, tracciamenti, cookie, velocità, browser diversi e tutte quelle piccole cose che funzionavano perfettamente fino al momento esatto in cui qualcuno ha deciso di provarle davvero.

È una fase poco spettacolare, ma fondamentale, perché pubblicare in fretta e correggere dopo non è sempre il modo più veloce di lavorare. Anzi: spesso è semplicemente il modo più veloce di pubblicare errori.

 

Quindi, quanto tempo serve davvero?

Per un sito semplice, con contenuti pronti, poche pagine e un processo decisionale lineare, qualche settimana può essere una tempistica realistica, mentre per progetti più articolati è molto più corretto ragionare in termini di due, tre mesi o anche oltre.

La differenza, però, non la fa soltanto la complessità tecnica. Contano anche la velocità con cui arrivano i materiali, il numero di persone coinvolte, la chiarezza delle approvazioni e la quantità di cambiamenti che vengono introdotti durante il percorso.

Per questo un buon progetto non dovrebbe partire da una promessa del tipo “il sito sarà pronto in trenta giorni”, ma da un piano in cui ogni fase, consegna e responsabilità sia chiara fin da subito.

 

Il punto non è pubblicarlo il prima possibile

Un sito nuovo non serve a dimostrare che l’azienda ha finalmente cambiato homepage, né a sostituire qualcosa di vecchio con qualcosa di semplicemente più moderno. Deve essere più chiaro, più semplice da usare, più coerente con il brand e, soprattutto, più efficace rispetto agli obiettivi per cui è stato realizzato.

E per arrivarci serve il tempo giusto. Non infinito, perché anche il perfezionismo può diventare una forma molto elegante di procrastinazione.

Ma nemmeno tre giorni, perché progettare bene significa soprattutto prendere le decisioni giuste prima di essere costretti a correggerle dopo.

 

Se è il momento di rifare il sito, partiamo dalle domande giuste

Un nuovo sito non dovrebbe nascere dalla fretta di cambiare quello vecchio, ma dalla necessità di costruire qualcosa che rappresenti meglio l’azienda e funzioni meglio per chi lo utilizza.

In Retorica progettiamo siti partendo da obiettivi, contenuti, struttura e identità, perché la parte visibile è importante, ma funziona davvero solo quando tutto il resto è stato pensato prima.

Se stai valutando un nuovo sito, scopri come lavoriamo e cosa possiamo costruire insieme.