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Social a settembre

Settembre per me è sempre stato una specie di secondo Capodanno.

Si torna dalle ferie, ripartono i progetti, si fanno programmi per gli ultimi mesi dell’anno e inevitabilmente arriva anche qualche buon proposito.

Da settembre mi organizzo meglio.
Da settembre pubblico con più costanza.
Da settembre finalmente facciamo qualche reel.

Poi sappiamo come va. Arriva ottobre e ci ritroviamo di nuovo a cercare una foto da pubblicare il venerdì pomeriggio perché quella settimana sui social non abbiamo ancora messo niente.

Allora forse, tra i buoni propositi di questo settembre, possiamo metterne uno abbastanza semplice: smettere di considerare i social come qualcosa da fare quando avanza tempo.

Gestire i social non significa semplicemente pubblicare

Quando vediamo il risultato finale, vediamo una foto, qualche riga di testo o un reel di trenta secondi.

Dietro, però, ci sono molte più cose: bisogna decidere cosa raccontare, organizzare shooting e video, scrivere i testi, preparare eventuali grafiche, programmare i contenuti e, quando serve, supportarli con campagne ADV.

E poi bisogna capire cosa ha funzionato.

Per questo gestire i social e pubblicare sui social non sono la stessa cosa. Il post è soltanto la parte visibile di un lavoro molto più ampio.

Continuità non significa pubblicare continuamente

Uno dei buoni propositi potrebbe essere: “da settembre pubblichiamo di più”.

Ma siamo sicuri che sia quello che serve?

Tre contenuti interessanti e coerenti possono avere molto più senso di sette pubblicati soltanto per riempire il calendario.

La continuità significa trovare un ritmo sostenibile e mantenerlo nel tempo. Meglio una presenza costante e riconoscibile che partire fortissimo a settembre e sparire a novembre.

Un piano editoriale ci evita il “cosa pubblichiamo oggi?”

Qui entra in gioco uno strumento che considero fondamentale: il piano editoriale.

Non significa decidere oggi ogni singolo post che pubblicheremo fino a Natale. Serve piuttosto a darci una direzione e a capire quali argomenti vogliamo affrontare.

Se sappiamo prima cosa vogliamo raccontare, diventa anche più facile organizzare uno shooting e produrre foto e video che potranno servirci per settimane o mesi.

In questo modo smettiamo di rincorrere continuamente la prossima pubblicazione e iniziamo a lavorare con un po’ più di anticipo.

Non tutti i post devono vendere qualcosa

Altro buon proposito per settembre: non trasformare ogni contenuto in una televendita.

I social possono contribuire alle vendite, certo, ma questo non significa che ogni post debba concludersi con “acquista”, “prenota” o “chiedi un preventivo”.

Possiamo raccontare come lavoriamo, presentare le persone, rispondere a una domanda, mostrare un dietro le quinte o spiegare una scelta.

La vendita può arrivare anche grazie alla relazione e alla fiducia costruite nel tempo. Prima di chiedere qualcosa alle persone, dobbiamo dare loro un motivo per continuare a seguirci.

Uno dei nostri buoni propositi si chiama Social Boost

Mentre scrivevo questi punti, mi sono reso conto che sono molto vicini al ragionamento da cui siamo partiti in Retorica quando abbiamo costruito Social Boost.

Pubblicazioni fatte quando capita, foto recuperate all’ultimo momento, reel continuamente rimandati e poca possibilità di capire cosa stia realmente funzionando: sono situazioni che incontriamo molto spesso.

Per questo abbiamo creato un percorso di 6 mesi che mette insieme strategia, piano editoriale, produzione dei contenuti, gestione dei canali, Meta Ads e analisi dei risultati.

L’obiettivo non è semplicemente “fare i social”.

È costruire un metodo che permetta alla comunicazione di avere una direzione e, soprattutto, continuità.

Se anche tra i tuoi buoni propositi di settembre c’è quello di mettere un po’ più di ordine nella comunicazione, qui trovi tutte le informazioni:

Scopri Retorica Social Boost

💬 E se dopo aver dato un’occhiata vuoi capire se può avere senso anche per la tua attività, scrivimi o chiamami. Possiamo ragionarci insieme e capire da dove partire.