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Nonostante l’abbondare di corsi, seminari ed eventi, leggere è ancora il mio metodo preferito per proseguire nella formazione. Ogni anno leggo circa una ventina di libri, alternando testi tecnici e narrativi, per non perdere voglia ed inerzia in un’attività che sarebbe comunque un mio piacevole hobby.

Sono tanti gli articoli che consigliano libri a tema marketing e che, in linea di massima, indicano gli stessi titoli. Ed è così che ho pensato di provare a dare dei consigli un po’ diversi, con alcuni titoli che vengono dal confronto con alcuni corsisti durante le mie ore in aula come formatore. Testi che mi hanno insegnato qualcosa di nuovo e che hanno inciso più a livello mentale/strategico che pratico e che hanno contribuito a piccole ma sostanziali modifiche nelle strategie che ogni giorno mettiamo in pratica.

Vediamoli, con un breve estratto di trama ed un focus su quel che ho “raccolto” tra le pagine.

 

The Nudge. La spinta gentile

Ogni giorno prendiamo decisioni sui temi più disparati: come investire i nostri soldi, cosa mangiare per cena, con quale mezzo di trasporto raggiungere il centro città. Spesso facciamo scelte sbagliate. Siamo esseri umani, non calcolatori perfettamente razionali, e siamo condizionati da troppe informazioni contrastanti, dall’inerzia e dalla limitata forza di volontà. È per questo che abbiamo bisogno di un “pungolo”, una spinta gentile che ci indirizzi verso la scelta giusta: di un nudge, insomma, come l’hanno battezzato l’economista Richard Thaler e il giurista Cass Sunstein. L’idea di Thaler e Sunstein è semplice ma geniale: per introdurre pratiche di buona cittadinanza occorre imparare a usare a fin di bene l’irrazionalità umana. E i campi di applicazione sono potenzialmente illimitati. 

Quali spunti mi ha offerto: è un vero e proprio inno alla semplificazione. Mediante il concetto di “pantano” vengono messi in discussione tutte le lungaggini di tipo concettuale, burocratico e tecnico che, spesso e volentieri, ostacolano i processi decisionali delle persone. Diversi consigli, con spunti trasversali in molteplici ambiti, per cercare di ridurre il superfluo ed indirizzare l’effiacia delle azioni di marketing attraverso “piccole spinte” che indirizzino le persone verso quel che noi desideriamo facciano.

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La dittatura delle abitudini

Come ha fatto un generale americano in Iraq a sedare dei tumulti di piazza con l’aiuto del fast food? Come è riuscito Michael Phelps a ottenere i suoi record mondiali di nuoto con gli occhialini pieni d’acqua? Come è possibile che i pubblicitari riescano a identificare e catalogare le donne incinte prima ancora che lo vengano a sapere i loro mariti? La risposta è una sola: attraverso le abitudini. E benché, singolarmente prese, non abbiano grande significato, nel loro complesso le abitudini influenzano enormemente la nostra salute, il nostro lavoro, la nostra situazione economica e la nostra felicità.

Quali spunti mi ha offerto: ogni volta che ragioniamo ad una strategia di marketing e alla loro applicazione, difficilmente prendiamo in considerazione la parte completamente irrazionale delle persone. Eppure ogni giorno ci troviamo di fronte a situazioni che fanno fallire le nostre azioni. Riconoscerle e comprenderle è il primo passo che a livello strategico si traduce nella domanda: “cosa fanno di solito i miei clienti?”. Attenzione all’esempio sulla rieducazione dell’uomo che ha perso la memoria, l’ho trovato a dir poco sconvolgente.

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101 riflessioni che cambiano il tuo modo di pensare

Alzi la mano chi non ha mai dovuto superare un momento difficile, chi non si è mai sentito scoraggiato, demotivato o insicuro, chi non si è mai chiesto come smettere di crearsi problemi e poter finalmente raggiungere la felicità. Secondo la seguitissima giornalista Brianna Wiest, il trucco è ribaltare la prospettiva, imparando a vedere le difficoltà e gli ostacoli come opportunità di crescita e di conoscenza di sé. Il libro punta sui comportamenti inconsci che ci impediscono di realizzarci, ci insegna a coltivare l’intelligenza emotiva, ci invita a superare i nostri limiti e a trarre il meglio dalle cose semplici e inaspettate.

Quali spunti mi ha offerto: molto concettuale ma altrettanto utile ed interessante. Non ha una vera e propria attinenza al marketing ma offre un valido supporto nell’approccio al problem solving. Saper scegliere, selezionare, focalizzarsi sul qui ed ora sono passi determinanti da compiere per chi ogni giorno deve prendere decisioni e, possibilmente, farlo bene. Con buona pace di chi vive di multitasking.

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Il codice nascosto. Perché viviamo, compriamo, amiamo. E perché lo facciamo in questo modo (in corso di lettura)

Perché acquistiamo auto lussuose? Perché scegliamo televisori al plasma? Perché frequentiamo i fast-food? Perché preferiamo i Presidenti di bell’aspetto? Cosa influenza e determina il nostro modo di agire, di comprare, di provare emozioni? Esiste un codice culturale che rende i nostri comportamenti specificatamente italiani, americani, tedeschi, giapponesi o francesi? L’autore raccoglie nel suo volume il risultato di trent’anni di ricerche e svela i meccanismi che, in maniera impercettibile ai diretti interessati, condizionano il comportamento quotidiano: un sottile sistema di archetipi – o “codici nascosti” – che inconsciamente acquisiamo mentre cresciamo immersi nella cultura a cui apparteniamo.

Quali spunti mi ha offerto: un libro del 2006 che potrebbe essere stato scritto tranquillamente ai nostri giorni e che sta mantenendo la promessa di supportare la comprensione del comportamento delle persone. Dal punto di vista marketing è una vera e propria bibbia nell’analisi di quei target che non sono influenzati solo da aspetti personali ma, soprattutto, da quelli socio-economici e geopolitici. Adattissimo a chi si occupa di marketing internazionale ma non solo.

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Se volete provare a leggerli vi ho riportato i link ad Amazon dove sono ancora tutti disponibili, anche in formato Kindle. E se vi va contattatemi sui miei canali social o alla mail alex.alessandrini@retorica.net per raccontarmi gli spunti che avete colto da questi miei consigli di lettura.